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Cento città

“Cento città. Storie e leggende di città italiane” di Gina Basso e Riccardo Medici. Ed. Loescher, Torino – 2014

Perché al Museo di Storia Naturale di Venezia è conservato uno scheletro umano con una campanella in mano?

Come mai ad Ancona Napoleone impallidì guardando un quadro?

Cosa c’entra Babbo Natale con la città di Bari?

“Cento Città” è una raccolta di 21 racconti, uno per ogni città italiana capoluogo di regione, considerando per il Trentino le due Province Autonome. Per ogni città viene brevemente descritto un monumento, quindi viene narrata una leggenda ad esso in qualche modo collegata; tale leggenda può riferirsi a tempi molto antichi, addirittura mitici, o a circostanze storiche ben individuate e vicine a noi. Si tratta in ogni caso di storie più o meno note che fanno parte del patrimonio culturale della città a cui si riferiscono: gli autori, tuttavia, hanno voluto fornire una propria rilettura dei racconti tradizionali, e così hanno finito per crearne delle versioni originali. Il risultato è una lettura estremamente piacevole, facilitata dalla brevità dei singoli racconti, e dalla varietà dei contenuti che, coniugando storia, ironia e mistero, risultano di grande attualità.

Lettura consigliata ai ragazzi della Scuola secondaria di 1°grado – classe 3, bienni, Scuola secondaria di 2°grado

Disponibile nelle librerie scolastiche (pp. 128 – Euro 7,00 – cod. ISBN 9788882440619)

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Mio papà lavora in pigiama

“Mio papà lavora in pigiama” di Gina Basso e Riccardo Medici. Ed, Loescher, Torino – 2013

I Colombo sono una famiglia: Renzo, il papà, è il responsabile dell’ufficio legale di un’affermata azienda produttrice di motociclette; Vilma, la mamma, si divide fra lavoro, casa e un’amica single che vorrebbe vedere a tutti i costi «sistemata»; Rocco, il maggiore dei due figli, è un ragazzino vivace dalla fantasia molto fervida, mentre Valentina, la sorellina, a soli quattro anni sa già che da grande sarà un’affermata stilista. È una famiglia italiana come ce ne sono tante, la cui vita quotidiana è scandita da leggere incomprensioni, innocue liti tra fratelli, piccole questioni riguardanti la scelta delle vacanze o dei programmi alla TV. Ma quando Renzo si ritrova improvvisamente senza lavoro, per i Colombo comincia un periodo difficile, e tutti, nessuno escluso, dovranno imparare a fare i conti con un argomento nuovo: l’economia. Nello scenario di un’Italia in crisi, molte sono le situazioni, spesso divertenti, che si alternano alla cornice di fondo, il cui tema verte sul delicato problema della disoccupazione;. Svariati personaggi ruotano attorno alla vicenda di grande attualità. Alla fine, grazie alla tenacia, alla creatività e, soprattutto, al sostegno della famiglia, Renzo riuscirà a ritagliarsi il suo «posto» nell’Italia che lavora.

Lettura consigliata ai ragazzi delle classi II e III della scuola secondaria di primo grado

Disponibile nelle librerie scolastiche (pp. 224 – Euro 11,00 – cod. ISBN 978-888244019-0)

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Quando la neve sapeva di pane

“Quando la neve sapeva di pane” di Gina Basso e Riccardo Medici. Ed. Psiche e Aurora, Frosinone – 2012

Un incontro casuale fra il giovane Ezio e l’anziano padre Ernesto si trasforma, pian piano, in una grande amicizia. Il ragazzo è ateo e, nonostante il recente trasferimento dalla Calabria a un paesino degli Appennini bolognesi, affronta la vita sicuro di sé. Ha una ragazza che gli vuole bene, Marianna, una famiglia premurosa, e un amico fraterno. Ciò che lo conquista del francescano sono la simpatia e il racconto avventuroso della sua vita: per esempio quando, recluso in un lager nazista, sognava di creare l’Antoniano per servire i poveri come “in un ristorante” e mettere a frutto il talento dei giovani. Ma quando fra Ezio e Marianna tutto sembra andare per il meglio, accade l’irreparabile… “Quando la neve sapeva di pane” è liberamente ispirato alla vita di Padre Ernesto Caroli, ideatore dell’Antoniano di Bologna. Con nota storica di Luca Orsi.

Per tutti

Disponibile in tutte le librerie (pp. 233 – Euro 12,00 – cod. ISBN: 978-88-89875-28-5)

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In silenzio nel cuore

“In silenzio nel cuore” di Gina Basso e Riccardo Medici. Ed. Messaggero, Padova – 2011

Fiamma e Giuseppe stanno per sposarsi in Chiesa, ma senza troppa convinzione. L’amore fra i due è tenero, profondo e sincero, tuttavia il matrimonio viene vissuto come una tappa obbligata dal conformista Giuseppe, e un accessorio non indispensabile dalla contestatrice Fiamma. Complice la traduzione di un libro su Sant’Antonio, commissionata in modo rocambolesco a Fiamma, professoressa di inglese, il Santo entra con discrezione nella vita dei due ragazzi, portandoli a conseguire una maggiore consapevolezza del valore del passo che stanno per compiere. In Fiamma l’esigenza di dare una risposta alla domanda “che cos’è la Fede?” diventerà sempre più pressante, ed ogni capitolo della vita del Santo aggiungerà un nuovo tassello al teorema che lei, razionale com’è, sta costruendo per dare una soluzione alla sua irrequietezza. Nel capitolo finale, però, proprio quando il termine della traduzione del libro su Sant’Antonio sembra lasciare la ragazza senza guida nella sua riflessione, una lettera scritta da un amico farà sentire, più che capire, a Fiamma cosa sia la Fede, e come maturi in silenzio nel cuore, prima di trasformarsi in certezze, parole e atti. Il racconto riproduce i diari di Fiamma e Giuseppe. Due sono quindi i possibili piani di lettura che si intrecciano nel libro: la vicenda dolce, a tratti comica, di due giovani alla vigilia del matrimonio, e la biografia del Santo, letta ed interpretata da una giovane laica..

Per tutti

Disponibile in tutte le librerie (pp. 296 – Euro 20,00 – cod. ISBN: 978-88-250-2122-6) ed in e-book

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Recensione de “In silenzio nel cuore” pubblicata su “Il Crotonese” il 16 giugno 2012.

“Ancora oggi Sant’Antonio ci fa chiedere cos’è la fede. Il miracolo continua.

“Un libro così non era mai stato scritto” proclama uno degli autori sul suo sito. Ed in effetti bisogna ammettere che ha ragione. “In silenzio nel cuore”, di Gina Basso e Riccardo Medici, appena uscito per le edizioni il Messaggero, Padova, si caratterizza infatti nella sterminata bibliografia riguardante Sant’Antonio, per l’approccio estremamente originale. Lo scopo dichiarato dagli autori era quello di scrivere una biografia del Santo più popolare di tutta la cristianità: questo obiettivo è stato centrato, perché nel libro possiamo seguire passo passo Antonio dall’adolescenza in Portogallo, alla sfortunata avventura in Marocco, fino in Italia dove diventerà una delle figure più carismatiche del movimento francescano. Ne “In silenzio nel cuore”, però, senza rinunciare a un estremo rigore scientifico, le vicende storiche sono intrecciate con le vicissitudini di una coppia di fidanzati alla vigilia delle nozze. Questo espediente narrativo funziona benissimo. I personaggi, specie quello di Fiamma, la sposina, sono delineati con sicurezza ed efficacia. Le loro “avventure” sono estremamente godibili, costituiscono un libro a sé, e il non facile ordito con la biografia del Santo è sempre risolto con naturalezza. Veniamo così ad apprendere che Fiamma si sposa in Chiesa a malincuore, per fare piacere alla famiglia borghese del fidanzato, ma seria e intelligente com’è vuole affrontare con onestà anche questo fatto e comincia a porsi una domanda fondamentale: “Che cos’è la Fede?”. Questo suo processo di crescita interiore verrà catalizzato dalla traduzione di una biografia di Sant’Antonio, che lei affronterà in modo disincantato, estremamente laico: in questo sta però il grande valore del libro. La figura del Santo viene delineata con rispetto e precisione, ma senza intenti agiografici, e in questo modo risulta umanizzata e “viva” in modo assolutamente originale. Inoltre il fatto di utilizzare le vicende del Santo come paradigma per discernere la realtà quotidiana di due ragazzi dei giorni nostri fa capire come il messaggio antoniano, e francescano in generale, siano ancora attualissimi.A ciò poi si aggiunge che le “avventure” di Fiamma, Beppe e dei loro amici nella preparazione del matrimonio strappano più di una risata. “in silenzio nel cuore” non è un libro elogiativo della religione: la soluzione alla domanda sulla Fede tarderà ad arrivare alla razionalissima Fiamma, e sarà solo grazie ad una bellissima, lirica e commovente “Lettera sulla Fede”, ricevuta da un amico, che riuscirà a capire che forse, in silenzio nel cuore, una risposta è già presente. Due parole sugli autori. Gina Basso, indimenticabile voce RAI e autrice di numerosi libri di successo, dai quali sono stati tratti anche film, è stata fra i precursori in Italia di una narrativa dedicata ai ragazzi con tematiche di attualità e di impegno sociale. Riccardo Medici forma ormai da alcuni anni con Gina Basso una prolifica coppia di autori di testi per ragazzi. Visti i risultati in questa opera, è bene che questi scrittori abbiano per una volta rinunciato al loro target tradizionale per rivolgersi ad un pubblico più ampio. “In silenzio nel cuore” è una lettura godibilissima, divertente ed istruttiva allo stesso tempo, che a scelta del lettore può costituire uno svago piacevole o una seria lettura di approfondimento storico.”

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Recensione de “In silenzio nel cuore” di Annarita Incerti, Caporedattrice AGI.

“Non ho capito, ho sentito: ho sentito la fede nascere nel silenzio del cuore”. E’ il messaggio del nuovo libro “In silenzio nel cuore, Antonio tra dubbi e fede” dalla collaudata coppia Gina Basso –Riccardo Medici (edizioni Messaggero Padova) , noti autori di testi per ragazzi che per una volta hanno rinunciato al proprio target di riferimento per rivolgersi con successo a un pubblico più ampio. Un libro bello e per tutti, rimasto per anni nella mente dell’autrice (forse intimorita ad affrontare un lavoro così arduo!) ma alla fine uscito con una freschezza sorprendente; un libro pieno di significato ma non per questo troppo impegnativo, da leggere ovunque (io l’ho letto sotto l’ombrellone, e – confesso – mi sono commossa). L’orginalità del racconto sta nell’approccio scelto dagli autori: quella di ‘affidare’ la biografia ufficiale e documentata del santo più noto d’Italia, Sant’Antonio di Padova (il santo e ‘ nato a Lisbona) , a un ‘libercolo’di cui la protagonista del romanzo, insegnante d’inglese, deve curare la traduzione. Antonio, man mano che si svela la sua vita e la sua santità, diventa così, grazie al libro, una sorta di specchio per Fiamma, profondamente laica, ma in procinto di sposarsi in chiesa con Giuseppe (per compiacerne la famiglia) e alla ricerca del significato di una fede autentica. Volendo affrontare seriamente il passo che sta per compiere, Fiamma – spronata a questo compito da un sacerdote che stava accompagnando la coppia al matrimonio, e da cui era letteralmente fuggita – si trova spesso suo malgrado coinvolta in una serie di circostanze, a volte anche buffe e divertenti, che la porteranno, man mano che si svela la storia di Antonio, a interrogarsi sulle domande fondamentali della vita. Troverà così , in quel giovane nato secoli fa, – che la fede ha reso più rivoluzionario di un Che Guevara- un modello vero, moderno e attuale col quale confrontarsi. Forse per Fiamma – che alla fine inviterà simbolicamente alle nozze Antonio, portando sulla sua tomba la partecipazione nuziale – non è ancora la fede, ma un buon inizio, soprattutto per il suo matrimonio”.

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Vivo per vivere

“Vivo per vivere” di Gina Basso e Riccardo Medici. Ed. Loescher, Torino – 2011

Kofi è il giovane figlio di un pescatore, Yussuf proviene da una facoltosa famiglia caduta in miseria. In comune hanno soltanto il continente africano dal quale provengono e il sogno di una vita migliore. La loro amicizia nasce proprio durante il lungo ed estenuante viaggio, durante il quale né le insidie del deserto né gli ostacoli della traversata in mare li faranno desistere dal raggiungimento del loro obiettivo: arrivare in Europa, sbarcare sulle coste dell’Italia, Paese in cui hanno riposto tutte le loro speranze di vita. Ma presto i due ragazzi dovranno fare i conti con una dura realtà: i disagi e gli stenti riservati ai clandestini, i pregiudizi e l’ostilità verso il diverso, la lotta per conquistare una dignità più umana. Alla fine, con l’aiuto di un giornalista e di un’impiegata della Caritas, potranno finalmente ritrovare la strada della speranza che li ha guidati fino in Italia.

Lettura consigliata ai ragazzi delle classi II e III della scuola secondaria di primo grado

Disponibile nelle librerie scolastiche (pp. 224 – Euro 11,00 – cod. ISBN-13: 9788882440435)

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Non si può uccidere il futuro!

“Non si può uccidere il futuro!” di Gina Basso e Riccardo Medici Ed. Loescher, Torinio – 2006

L’adolescenza di Graziella comincia con alcune raffiche di mitraglietta che le uccidono, proprio sotto casa, il nonno e lo zio. E’ l’ultimo atto di una faida che contrappone due famiglie in un incantevole paesino affacciato sul mare. Tutti, a partire dagli stessi genitori della ragazza, sembrano rassegnati ad una amara realtà dove droga e violenza non offrono speranza di un futuro migliore. Graziella però non vuole che la sua vita sia dominata dall’odio: in questo trova un inaspettato compagno di cammino proprio in Roberto, l’unico fra i compagni di classe che sa dimostrale una solidarietà sentita e profonda, tanto più preziosa in quanto lui appartiene alla famiglia rivale. L’amicizia fra i due si trasforma col passare dei mesi in amore ma, come in “Giulietta e Romeo”, i parenti faranno di tutto per ostacolare il rapporto fra i due. I genitori di Graziella arrivano a picchiarla per impedirle di vedere l’amico. Roberto si droga, è spacciatore lui stesso, e viene spinto dallo zio a far drogare anche Graziella. Il giovane si ribella e fugge dal paese. Roberto sa troppe cose e potrebbe decidere di raccontarle alla polizia: per questo Graziella viene ricattata, nella speranza di garantirsi tramite lei il silenzio dell’amico. Ma al calvario della ragazza sembra non esserci fine: sarà violentata e rimarrà incinta del capo della famiglia di Roberto. I due ragazzi riusciranno alla fine a prevalere sui tanti personaggi negativi che li circondano, e a dimostrare che non si può uccidere il futuro. La rappresentazione della realtà nel racconto è a volte cruda, ma il messaggio di onestà, speranza e riconciliazione che si vuole fornire viene presentato in modo non manipolatorio, così da convincere i giovani lettori che in ciascuno di loro c’è effettivamente la capacità di migliorare la realtà che li circonda.

Lettura consigliata ai ragazzi delle classi II e III della scuola secondaria di primo grado

Disponibile nelle librerie scolastiche (pp. 238 – Euro 10,90 – cod. ISBN 978-88-8244-003-9)

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Una recensione a “Non si può uccidere il futuro” scritta dalla nota giornalista Annarita Incerti, Caporedattrice AGI.
“Dal coraggio di parlare al coraggio di tornare: e’ il senso della nuova lotta alla mafia che nasce dalle rinnovate coscienze e dai cuori dei piu’ giovani e che Gina Basso racconta nella sua ultima fatica letteraria “Non si puo’ uccidere il futuro” (Loescher Editore). Se Vincenzino , ragazzo calabrese protagonista de “il Coraggio di parlare”, scopre cercando lavoro il mondo della mafia e fugge al nord trovando lì il coraggio di parlare, questo coraggio Roberto – uno dei personaggi chiave del nuovo romanzo – lo trovera’ solo ritornando a casa, dopo essere fuggito dalla droga e dai ricatti della sua famiglia: per dire la verita’ su di se’ e sull’amica Graziella, vittima di una brutale violenza che l’ha ridotta in fin di vita. Non importa se il coraggio di tornare lo paghera’ con il carcere.
Gina Basso – assieme a Riccardo Medici – torna a farci riflettere su un tema di grande attualità: la mafia, quel potere nascosto dall’omertà di tanti in grado di distruggere per l’avidità del denaro, con la mitragliette, con la droga e con l’inganno, non solo i luoghi e le vite delle persone, ma anche le loro speranze e i loro sogni.
Proprio ripercorrendo la storia, a volte tenera e spesso dura di Graziella e Roberto, novelli Giulietta e Romeo uniti da un tragico destino – lei vittima dello stupro per ritorsione, lui della droga in un’ottica di sottomissione e annientamento, ma uniti da un tenero sentimento di amicizia che diventa amore nonostante l’ostilita’ delle rispettive famiglie, divise da una antica faida – troviamo la forza del riscatto, il coraggio di rompere col passato: quella forza che nel libro spesso manca ai grandi. Ricordando così le parole del prof. Galella, insegnante simbolo della lotta alla mafia, nella sua epica ed ultima lezione:
“Sono certo che non vi arrenderete, che ragionerete con la vostra testa e che non vi lascerete sconfiggere dalla paura. E quando tenteranno di coinvolgere e schiacciare anche voi nelle spirali della droga e dell’omertà, sono certo che rifletterete, che giudicherete e che farete la scelta giusta….” .La certezza che non si può uccidere il futuro”.

Annarita Incerti -ottobre 2012

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Largo alla Vita!

“Largo alla Vita!” di Riccardo Medici. Ed. Giraldi, Bologna – 2006

Bonieth è stata abbandonata dai genitori ed è vissuta nella jungla boliviana finchè le Suore Missionarie della Dottrina Cristiana non l’hanno accolta nel loro Hogar, una struttura che dà ospitalità a bambini soli al mondo. Ora ha 19 anni e sbarca all’aeroporto di Roma per incontrare la famiglia di Bologna che per anni si è fatta carico del suo sostentamento con un’adozione a distanza, e che ora sta finanziando i suoi studi universitari. Bonieth è davvero curiosa di conoscere la sua famiglia “dell’altra parte del mondo”, e rimane assai delusa quando, per un contrattempo, non trova nessuno ad attenderla. Per fortuna una cara amica della sua “mamma italiana” la raggiunge per accompagnarla a Bologna in treno. Durante il viaggio le due donne hanno occasione di parlare a lungo, e Bonieth ne approfitterà per fare tante domande sulla famiglia che l’attende. Scoprirà così che Rita, la sua madre “adottiva”, ha dedicato la propria vita alla solidarietà, quindi cercherà di capire, in un alternarsi di episodi buffi e di riflessioni profonde, perché una donna giovane, bella e benestante come lei ha deciso di compiere una scelta così impegnativa. “Largo alla vita!” vuole offrire anche al lettore l’occasione di conoscere Rita Zironi, coreografa, registra, organizzatrice instancabile di progetti di solidarietà, che da un paio d’anni è uscita allo scoperto con un’importante campagna mediatica. Rita ha voluto accendere i riflettori sulla sua vita non per narcisismo, ma per “sensibilizzare il pubblico… e trasmettere messaggi di pace e solidarietà nel mondo”. Di fatto Rita Zironi è diventata un vero e proprio “marchio” della solidarietà bolognese: premiata con il prestigioso premio “Rosa d’argento” nel 2007, con il suo volto testimonia la serietà delle associazioni ed istituzioni che chiede di aiutare, mentre la sua presenza garantisce anche l’assoluta onestà delle organizzazioni che di volta in volta raccolgono i contributi. Dietro all’immagine pubblica di “imprenditrice del volontariato” si nasconde una personalità complessa, profonda, di grande sensibilità. E di straordinaria generosità. Proprio per questo Bonieth, quando finalmente incontrerà Rita, potrà instaurare con lei un rapporto molto più sincero e confidenziale di quanto avrebbe mai osato sperare. Questo libro nasce da una lunga intervista, che si è sviluppata in più riprese perché ogni volta, grazie alla disponibilità di Rita, sono emersi nuovi aspetti da approfondire. La forma romanzata è stata scelta perchè ritenuta quella che meglio avrebbe potuto presentare al lettore non una biografia prematura ed agiografica, ma una testimonianza vera, molto più articolata e introspettiva di quanto non sarebbe stato un semplice scambio di domande e risposte.

Oltre 10.000 copie vendute! L’intero ricavato è devoluto all’ANT (Associazione Nazionale Tumori)
Disponibile su ordinazione in tutte le librerie (pp. 134 – Euro 15,00 – cod. ISBN 978-88-6155-148-0)

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