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In coro tenendosi per mano

Lo so, non sono un mostro di tempestività, ma il motivo per parlare di questi evento ormai passato c’è, e lo scoprirà solo chi avrà la pazienza di leggere fino in fondo.

Venerdì 5 maggio 2017, al Cinema Perla in via San Donato 38, a Bologna, alle ore 21, si è tenuta una presentazione del libro “Lettere da Mariele… oltre le note dello Zecchino d’Oro”. Il libro, a cura del prestigioso giornalista Giuliano Musi, edito da Minerva Edizioni, raccoglie un minimo campione delle 30.000 lettere che Mariele scrisse ai suoi piccoli e grandi ammiratori. Già il numero delle lettere, e l’amorevole perseveranza con la quale Mariele non solo rispose a chi le si rivolgeva, ma conservava copia delle sue missive dattiloscritte, fa capire che la fondatrice del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano aveva una personalità davvero singolare e contribuisce a spiegare la necessità di continuare a parlare di questa piccola grande donna, che non è più fra noi da 22 anni.  Una necessità ben sentita dai suoi ex piccoli coristi, che hanno voluto organizzare in perfetta autonomia questa serata, con l’autorizzazione della Fondazione Mariele Ventre.

La sala del Cinema Perla era gremita e di fatto noi, in platea, siamo stati più che soddisfatti da una presentazione che ha saputo coniugare valori, spettacolo, nostalgia e bellezza. Uno schermo trametteva foto del Piccolo Coro mentre la lettura e il commento di alcune lettere del libro si alternava dall’esibizione dei Vecchioni. Sì, il nome può sembrare un po’ infelice, ma era proprio così che Mariele chiamava i suoi bambini quando diventavano “troppo vecchi” per essere ancora membri attivi del coro: in questa prospettiva quel nome, oggi riferito a uomini e donne adulte, fa molta tenerezza. Il coro, oltre che bravo, è stato davvero simpatico, e così il presentatore Marco Lui che ha saputo condurci con leggerezza nel mondo di Mariele dove abbiamo trovato Giuliano Musi, misurato e autorevole, e soprattutto Maria Antonietta Ventre, sorella minore di Mariele, con la sua controllata commozione e dolce autorevolezza.

Chi l’emozione proprio non ce l’ha fatta a contenerla sono stato io che, complice il buio della sala, mi sono commosso quando sono comparse le foto di Mariele con Gina Basso. E così, fingendo un attacco di rinite allergica, ho continuato a commuovermi vedendo sullo schermo le foto della bellissima famiglia Ventre, di Cino Tortorella allo stesso tempo marpione nel dominare il mezzo televisivo e paterno con i bambini, dei Frati dell’Antoniano così laboriosi e “moderni”… e poi dei tanti personaggi famosi, grandi e piccoli, che hanno popolato la nostra infanzia e il nostro paese quando era giovane, grande e pieno di speranze. Due riflessioni. La prima, tutta per Mariele, è che le “vecchie” canzoni dell’Antoniano sono proprio belle!  Mai banali, a volte  lucidamente folli come la mia preferita “Volevo un gatto nero”, allegre come “Sorridi” o bellissime e profonde come “Se per miracolo” e “Non abbiate paura”. La seconda, è che persino nei sorrisi dei bambini nelle foto del coro era evidente come, oltre alla dolcezza, alla semplicità, al desiderio di “fare spettacolo”, c’era in quei momenti la consapevolezza di essere persone, complete, a 3D, buone ma non buoniste, allegre ma non improvvisate, curiose del mondo e del futuro ma ben convinte che lo stare assieme in un modo ispirato dalla Fede è l’unica cosa che può dare all’uomo un po’ di felicità…
Capite ora perché la serata è stata così emozionante? Non per sentimentalismo, ma per l’amicizia, per l’aria di famiglia che veniva dai coristi, per la gratitudine di aver conosciuto qualcosa in più di persone così preziose come quelle che diedero vita al Piccolo Coro dell’Antoniano, per la gioia di condividere con tanti altri in sala un momento così bello.
Un momento così bello, lo ripeto, nato dalla passione e dalla capacità organizzativa di Francesca Bernardi (suo il blog Zucca Zoe, che vi consiglio) e dei Vecchioni. Spettacoli così dovrebbero essere trasmessi per TV, e replicati spesso.
Ed ecco il motivo del titolo, e di questo scritto non certo tempestivo. Fra le numerose attività della Fondazione Mariele Ventre, c’è anche quella di mantenere vivo il collegamento fra la miriadi di cori che sono nati ad imitazione del Piccolo Coro. Proprio oggi sabato 13 maggio 2017 alle ore 15.30 al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna, con la conduzione di Valter Brugiolo (Popoff) e Gisella Gaudenzi, ci sarà “Scuole in coro per Mariele”, Rassegna di Cori Scolastici del territorio.  La capacità di coniugare spettacolo e contenuti educativi viene oggi declinata in una esibizione di cori scolastici, visti come momento di crescita individuale e comunitaria, in cui tutti possano trovare posto, lavorando assieme per il bene comune.
Lo so, sono un sentimentale, ma mi piace pensare che idealmente i cori scolastici, i Vecchioni, gli amici delle Verdi Note, i membri attuali del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano con le loro famiglie si tengano per mano dedicando le loro canzoni a Mariele.

 

 

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Cosa succede

Vivo per vivere: incontro con gli studenti

Il 28 aprile scorso “Vivo per vivere”,  di Gina Basso e del sottoscritto, è tornato nelle scuole! L’incontro con le seconde medie delle scuole Maestre Pie di Bologna è stato particolarmente emozionante, perché nella medesima aula il libro era già stato presentato, alcuni anni fa, assieme a Gina: e l’incontro si è aperto con un commovente ricordo della nostra indimenticabile amica. Il libro è dedicato a temi scottanti, immigrazione e integrazione, argomenti non semplici da trattare davanti a una platea di ragazzi, ma quanto mai di attualità e quindi necessari di approfondimento.

L’incontro si è aperto con la condivisione di alcuni dati pubblicati proprio in quei giorni dall’OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, agenzia collegata alle Nazioni Unite dal 2016, che conta 166 stati membri. Infatti è stato sottolineato che il libro va affrontato secondo due piani di lettura: il primo, quello “giornalistico”, che descrive fatti reali (tutte le vicende narrate sono frutto di un lungo lavoro di approfondimento e di raccolta informazioni su episodi realmente accaduti, pur evitando collegamenti diretti alla cronaca), il secondo, quello empatico, che cerca la condivisione delle emozioni dei protagonisti.

Un tema difficile, dicevo, che tuttavia è stato affrontato in modo molto equilibrato dai docenti nelle classi, perché durante l’incontro le numerose domande dei ragazzi (sempre troppe per il tempo a disposizione) sono state davvero non banali.

Grazie ancora per questa splendida occasione!

Di “Vivo per vivere” si parla anche nella pagina Facebook dedicata

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