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L’anno dei Vecchioni (3 novembre 2019)

Si sa, “I Vecchioni di Mariele Ventre” non è forse il nome più adatto, se si fa musica, a scatenare deliri da concerto rock o tifo da stadio. Eppure basta guardare come sono belli mentre si schierano sui gradini del coro, queste signore e signori che compongono il gruppo, per cogliere l’ironia con la quale oggi si può usare quel termine nei loro confronti. Ironia che deriva direttamente da quella con cui Mariele chiamava gli undicenni che, per ragioni di altezza più che di età, dovevano giocoforza concludere la loro esperienza nel coro dell’Antoniano. E la più giovane di tutti, appena dodicenne, è Francesca Bernardi, effervescente ideatrice di questa esperienza musicale, alla quale va subito un caloroso “grazie” per le emozioni che, con la complicità dei suoi amici, riesce a suscitare in noi spettatori.
Ora che ho esaurito le formalità, voglio dire fino in fondo quello che penso. “Vecchioni” è un nome profondamente trasgressivo in una società intrisa di un giovanilismo dozzinale, in cui tutto sembra orientato ai giovani (peraltro sempre meno numerosi), ma dove entusiasmo ed energia sono spesso scambiate con approssimazione e noia. Quindi ben venga questo nome, da portare con orgoglio come una cresta colorata, come un piercing d’amore, come una maglietta con su scritto “Bèla Bulåggna” !
Ci sono stati tre appuntamenti, fra le esibizioni di quest’anno dei Vecchioni, su cui vorrei soffermarmi. Sia ben chiaro: ci sono state altre “uscite” dei Vecchioni più importanti, altre presenze e riconoscimenti più eclatanti, ma questi sono quelli a me più cari fra quelli ai quali sono riuscito a presenziare: sì perché “I Vecchioni” orami sono così lanciati nel mondo dello spettacolo che non c’è settimana che non li veda protagonisti -loro e Mariele- di qualche evento. Citerò solo due appuntamenti: il”compleanno” di Mariele festeggiato alla Festa dell’Unità e, soprattutto, la grande notizia della trasmissione su RAI 1, oggi 3 novembre, del film dedicato a Mariele. In entrambi i casi i Vecchini sono stati protagonisti. Io però mi occuperò di altro.

La prima esibizione che vorrei ricordare è quella che si è tenuta il 19 maggio a Granarolo dell’Emilia, in occasione della dedica della piazzetta di via Irma Bandiera a Mariele Ventre.

I Vecchioni si sono schierati sotto il voltone di un portico… gente ce n’era davvero tanta, nonostante la giornata di pioggia. Per una volta i “Vecchioni” erano a….metri zero dal pubblico, ed è stato ancora più bello quasi toccare con mano la spontaneità e la precisione con la quale si esibiscono. In altri termini si potrebbe parlare di grande professionalità, ma il fatto è che questo sarebbe limitante. Sì, perché “I Vecchioni” non sono solo un ottimo coro, che di certo farebbe una splendida figura cantando qualsiasi cosa. “I Vecchioni” sono il coro degli ex bambini del Piccolo Coro dell’Antoniano, quello inimitabile di Mariele Ventre, che bontà loro hanno deciso di condividere con noi bellissime canzoni che forse possono apparire infantili nella forma, ma non lo sono affatto nei contenuti e nella espressione artistica. Quello che li rende insuperabili è l’essere dei portatori sani di felicità, dei moltiplicatori d’entusiasmo, dei disciplinatissimi giocherelloni: fanno sentire lo spettatore in famiglia, anche un po’ bambino, ma di quei bambini di una volta, che senza paturnie esistenziali ti ricostruivano il mondo dopo la fine della guerra. Energia positiva allo stato puro! Sempre preziosa la presenza di Maria Antonietta Ventre, emozionata, misurata ed emozionante. Infine, fantastica Mariele che da lassù, in una giornata di pioggia, quando è venuto il momento di dedicarle la piazza, ha fatto comparire un raggio di sole. In quella piazza due volte all’anno si terrà una gara di cori.

Il secondo appuntamento è stato…là dove tutto è iniziato. Grande emozione il 16 giugno per il concerto tenuto nello studio televisivo dell’Antoniano. Lo scopo era di beneficenza a favore dell’Antoniano stesso, e la platea d’onore era piena di personaggi di rilievo: politici bolognesi, il grande Mario Cobellini e il celeberrimo giornalista Mario Luzzatto Fegiz che ha poi dedicato un importante articolo all’avvenimento su Il Corriere della Sera. È stata l’occasione per ricordare anche che, se è su quel palcoscenico che il pubblico ha potuto conoscere i bambini del Piccolo Coro, in realtà è molto più importante la sala prove, lì vicina, dove i ragazzi provavano e provano ancora le canzoni con una disciplina davvero ammirevole, allora perché erano piccoli, oggi perché sono adulti con famiglia, carriere lavorative ed impegni. In quella sala c’è ancora, per sua espressa volontà, il pianoforte di Mariele. E ancora una volta la mente va a quanto eccezionale sia stata quella donna, per aver lasciato, a chi ebbe la fortuna di conoscerla, questa voglia di fare con un mix irresistibile di rigore ed allegria, che ha reso i suoi ragazzi una famiglia allora, e anche oggi, a distanza di tanti anni. Due parole sono doverose su Luciana Boriani: è lei che guida il coro, dai risultati si capisce quanto sia esigente, ma dirige con una umiltà che ricorda quella di Mariele, e una simpatia tutta sua. L’esibizione è stata arricchita, come sempre quando la location lo consente, dalla ennesima edizione del documentario inventato dall’irresistibile Francesca Bernardi. “Ennesima” in quanto, perfezionista come Mariele, Francesca continua a rivedere e limare la sua opera, adeguandola alla platea del momento e ai nuovi documenti scoperti: il risultato è uno spettacolo che si rinnova ogni volta.

Il terzo appuntamento, il 4 ottobre, è stato nella biblioteca della Basilica di San Francesco, per una raccolta fondi in favore del restauro del tetto della Basilica stessa. Questa volta si è trattato di un “radioconcerto”, perché le canzoni dei Vecchioni sono state intervallate, e spesso spiegate e introdotte, dalla voce di Mariele. In una parola: bellissimo! Bellissimo per la cornice, una biblioteca storica al fianco di un chiostro che consente una prospettiva unica sulla basilica. Bellissimo perché “I Vecchioni” son proprio bravi: ed era un piacere sentirlo dire -più volte durante il concerto- dal Maestro Stefano Nanni, a fianco del quale avevo l’onore di sedere. Bellissimo perché Maria Antonietta Ventre trova sempre modi nuovi per farci sentire vicina Mariele. Bellissimo per aver potuto chiacchierare con la splendida Liliana Caroli, per la disinvoltura di Giacomo Calzolari sempre più a suo agio nel ruolo di “bravo presentatore”, per la presenza sempre più amichevole di Mario Luzzatto Fegiz e quella commossa e commovente di Mario Cobellini. Applausi meritatissimi quindi per Francesca Bernardi. Applausi sui quali è doveroso fare una riflessione. Penso che “I Vecchioni” siano nati per gioco e per voglia di stare assieme, perché come dicevo prima Mariele è riuscita a fare di loro una famiglia, al di là dello spazio e del tempo. Già questi sono valori di grande importanza che è un piacere vedere testimoniati con tanta naturalezza. Mi sembra però che il progetto di Francesca stia diventando qualcosa di ancora più rilevante. La passione nella ricerca di materiali audiovisivi ormai storici, la capacità di dare loro nuova vita, l’abilità nel ripercorrere vecchi legami creatisi ai tempi del Piccolo Coro di Mariele sta pian piano realizzando un gande affresco che ci mette in contatto con un’Italia che non è più. Ne sta scaturendo insomma un vero e proprio lavoro storico che l’Antoniano, e ancora di più la Città di Bologna, non solo non dovrebbero lasciarsi sfuggire ma, in qualche modo, dovrebbero rendere permanente e fruibile nelle più diverse chiavi di lettura. “I Vecchioni”, così come li sta sviluppando Francesca, sono diventati un vero patrimonio culturale che va ulteriormente conservato e potenziato. Nelle mani di Francesca e con l’aiuto della Fondazione Mariele Ventre,  dell’Antoniano e della Città di Bologna, non c’è alcun dubbio che questo potrà accadere!

Mariele TV
E ora tutti pronti per la grande prima televisiva di stasera.

P.S.: “I ragazzi dello Zecchino d’oro” è davvero bello! Complimenti al regista e a tutti gli attori!

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In coro tenendosi per mano

Lo so, non sono un mostro di tempestività, ma il motivo per parlare di questi evento ormai passato c’è, e lo scoprirà solo chi avrà la pazienza di leggere fino in fondo.

Venerdì 5 maggio 2017, al Cinema Perla in via San Donato 38, a Bologna, alle ore 21, si è tenuta una presentazione del libro “Lettere da Mariele… oltre le note dello Zecchino d’Oro”. Il libro, a cura del prestigioso giornalista Giuliano Musi, edito da Minerva Edizioni, raccoglie un minimo campione delle 30.000 lettere che Mariele scrisse ai suoi piccoli e grandi ammiratori. Già il numero delle lettere, e l’amorevole perseveranza con la quale Mariele non solo rispose a chi le si rivolgeva, ma conservava copia delle sue missive dattiloscritte, fa capire che la fondatrice del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano aveva una personalità davvero singolare e contribuisce a spiegare la necessità di continuare a parlare di questa piccola grande donna, che non è più fra noi da 22 anni.  Una necessità ben sentita dai suoi ex piccoli coristi, che hanno voluto organizzare in perfetta autonomia questa serata, con l’autorizzazione della Fondazione Mariele Ventre.

La sala del Cinema Perla era gremita e di fatto noi, in platea, siamo stati più che soddisfatti da una presentazione che ha saputo coniugare valori, spettacolo, nostalgia e bellezza. Uno schermo trametteva foto del Piccolo Coro mentre la lettura e il commento di alcune lettere del libro si alternava dall’esibizione dei Vecchioni. Sì, il nome può sembrare un po’ infelice, ma era proprio così che Mariele chiamava i suoi bambini quando diventavano “troppo vecchi” per essere ancora membri attivi del coro: in questa prospettiva quel nome, oggi riferito a uomini e donne adulte, fa molta tenerezza. Il coro, oltre che bravo, è stato davvero simpatico, e così il presentatore Marco Lui che ha saputo condurci con leggerezza nel mondo di Mariele dove abbiamo trovato Giuliano Musi, misurato e autorevole, e soprattutto Maria Antonietta Ventre, sorella minore di Mariele, con la sua controllata commozione e dolce autorevolezza.

Chi l’emozione proprio non ce l’ha fatta a contenerla sono stato io che, complice il buio della sala, mi sono commosso quando sono comparse le foto di Mariele con Gina Basso. E così, fingendo un attacco di rinite allergica, ho continuato a commuovermi vedendo sullo schermo le foto della bellissima famiglia Ventre, di Cino Tortorella allo stesso tempo marpione nel dominare il mezzo televisivo e paterno con i bambini, dei Frati dell’Antoniano così laboriosi e “moderni”… e poi dei tanti personaggi famosi, grandi e piccoli, che hanno popolato la nostra infanzia e il nostro paese quando era giovane, grande e pieno di speranze. Due riflessioni. La prima, tutta per Mariele, è che le “vecchie” canzoni dell’Antoniano sono proprio belle!  Mai banali, a volte  lucidamente folli come la mia preferita “Volevo un gatto nero”, allegre come “Sorridi” o bellissime e profonde come “Se per miracolo” e “Non abbiate paura”. La seconda, è che persino nei sorrisi dei bambini nelle foto del coro era evidente come, oltre alla dolcezza, alla semplicità, al desiderio di “fare spettacolo”, c’era in quei momenti la consapevolezza di essere persone, complete, a 3D, buone ma non buoniste, allegre ma non improvvisate, curiose del mondo e del futuro ma ben convinte che lo stare assieme in un modo ispirato dalla Fede è l’unica cosa che può dare all’uomo un po’ di felicità…
Capite ora perché la serata è stata così emozionante? Non per sentimentalismo, ma per l’amicizia, per l’aria di famiglia che veniva dai coristi, per la gratitudine di aver conosciuto qualcosa in più di persone così preziose come quelle che diedero vita al Piccolo Coro dell’Antoniano, per la gioia di condividere con tanti altri in sala un momento così bello.
Un momento così bello, lo ripeto, nato dalla passione e dalla capacità organizzativa di Francesca Bernardi (suo il blog Zucca Zoe, che vi consiglio) e dei Vecchioni. Spettacoli così dovrebbero essere trasmessi per TV, e replicati spesso.
Ed ecco il motivo del titolo, e di questo scritto non certo tempestivo. Fra le numerose attività della Fondazione Mariele Ventre, c’è anche quella di mantenere vivo il collegamento fra la miriadi di cori che sono nati ad imitazione del Piccolo Coro. Proprio oggi sabato 13 maggio 2017 alle ore 15.30 al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna, con la conduzione di Valter Brugiolo (Popoff) e Gisella Gaudenzi, ci sarà “Scuole in coro per Mariele”, Rassegna di Cori Scolastici del territorio.  La capacità di coniugare spettacolo e contenuti educativi viene oggi declinata in una esibizione di cori scolastici, visti come momento di crescita individuale e comunitaria, in cui tutti possano trovare posto, lavorando assieme per il bene comune.
Lo so, sono un sentimentale, ma mi piace pensare che idealmente i cori scolastici, i Vecchioni, gli amici delle Verdi Note, i membri attuali del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano con le loro famiglie si tengano per mano dedicando le loro canzoni a Mariele.

 

 

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